Se c’è un muscolo che ho imparato a rispettare e a “indagare” in tanti anni di insegnamento del Pilates, quello è l’ ileopsoas .
Se c’è un muscolo che ho imparato a rispettare e a “indagare” in tanti anni di insegnamento del Pilates, quello è l’ileopsoas. Spesso lo si conosce solo come un flessore dell’anca, ma in realtà è molto di più: un muscolo potentissimo, in grado di stabilizzare la colonna, influenzare la nostra postura e persino collegarsi al benessere dei visceri.
Cenni anatomici: dov’è e cosa fa l’ileopsoas
L’ileopsoas è formato da due muscoli principali:


- Grande psoas, che nasce dalle vertebre lombari e scende verso il femore.
- Iliaco, che parte dall’osso iliaco e si unisce allo psoas.
Insieme vanno ad inserirsi sul piccolo trocantere del femore. Il loro ruolo? Flettere l’anca (sollevare la coscia), ma soprattutto stabilizzare la zona lombare in ogni movimento. È come un “ponte vivente” tra la colonna e le gambe.
Psoas, visceri e sintomi
Ecco la parte che sorprende molti: l’ileopsoas non è solo muscolo, ma ha connessioni profonde con i visceri (intestino, reni, diaframma).
- Se sei seduto a lungo, lo psoas si accorcia e tira la colonna in avanti.
- Se c’è irritazione viscerale (colon irritabile, stress digestivo), può reagire contraendosi.
- Il risultato? Mal di schiena lombare, rigidità, difficoltà nei movimenti dell’anca.
Spesso chi arriva in studio da me con dolori lombari cronici scopre che la “chiave” del problema non è la schiena, ma proprio lui: l’ileopsoas accorciato o iperattivo.
L’equilibrio con la cintura addominale
Perché lo psoas “vince” sugli addominali deboli

Un altro aspetto che vedo spesso in chi ha mal di schiena è lo sbilanciamento tra psoas e addominali. Lo psoas è un muscolo molto forte, soprattutto se accorciato e rigido per via della sedentarietà. Se dall’altra parte troviamo addominali deboli o poco allenati, il risultato è un vero squilibrio: la colonna viene trascinata in avanti e i dischi lombari si sovraccaricano.
Cintura addominale come stabilizzatore

Allenare la cintura addominale profonda (trasverso, obliqui, retto addominale) significa dare alla colonna un supporto naturale in grado di controbilanciare la forza dello psoas. Il Pilates è perfetto per questo: ogni esercizio, soprattutto sul Reformer, ci invita a “centrare” il movimento con l’addome, creando una vera e propria armatura funzionale che protegge la schiena.
Pilates e Reformer: esercizi pratici per l’ileopsoas
Allungare lo psoas
Un psoas accorciato va disteso con gradualità. Sul Reformer uso esercizi in affondo controllato, con il carrello che accompagna il movimento, permettendo di modulare la tensione con le molle. Questo lavoro dà un allungamento profondo ma sicuro.
Attivarlo e rinforzarlo
Non serve solo allungarlo: un psoas “debole” non stabilizza bene la colonna. In Pilates lo alleniamo con:
- Sollevamenti controllati delle gambe sul Reformer.
- Lavoro in quadrupedia sul carrello, che obbliga lo psoas a stabilizzare mentre il corpo si muove.
Il Reformer come alleato
La bellezza del Reformer è la personalizzazione: posso regolare le molle per rendere l’esercizio più dolce o più intenso. Così ogni persona lavora sul proprio psoas in modo mirato, senza rischi.
Conclusione
Da insegnante con oltre 25 anni di esperienza, posso dirti che lavorare sullo psoas con il Pilates è una vera missione di benessere:
- migliora la postura,
- riduce i dolori lombari,
- dona più libertà e fluidità ai movimenti.
Spesso è un muscolo “silenzioso”, che lavora nell’ombra. Ma quando impariamo ad ascoltarlo, rinforzando al tempo stesso gli addominali, diventa un alleato prezioso per la nostra schiena e la nostra vita quotidiana.

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Articolo a cura di Stefano Garulli
Chinesiologo, laureato in Scienze Motorie e fondatore di Pilates Fitness Studio Parma. Si occupa di Pilates, postura, movimento e percorsi personalizzati.
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