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Ti capita di alzarti dal letto e sentirti “arrugginito”? Magari fai fatica a raddrizzare la schiena, senti il collo rigido oppure hai bisogno di qualche minuto prima di riuscire a muoverti con naturalezza.

Ti capita di alzarti dal letto e sentirti “arrugginito”?

Magari fai fatica a raddrizzare la schiena, senti il collo rigido oppure hai bisogno di qualche minuto prima di riuscire a muoverti con naturalezza.

Molte persone pensano che sia semplicemente una conseguenza dell’età.

Altre credono che significhi avere un problema alle articolazioni.

In realtà, nella maggior parte dei casi, la rigidità del mattino è il risultato di più fattori che si sommano tra loro.

Ed è proprio osservando il modo in cui una persona si muove che spesso si riesce a comprenderne il motivo.

Durante la notte il corpo non smette di lavorare

Mentre dormiamo il nostro organismo continua a svolgere moltissime funzioni.

Ma il corpo rimane fermo per diverse ore.

Questo significa che:

  • le articolazioni si muovono poco;
  • i muscoli rimangono a lungo nelle stesse posizioni;
  • il sistema nervoso riceve meno stimoli legati al movimento.

Per questo motivo è normale impiegare qualche minuto per “rimettere in moto” il corpo.

Il problema nasce quando questa sensazione diventa intensa o dura molto a lungo.

La rigidità non dipende sempre dalle articolazioni

Una delle convinzioni più diffuse è che sentirsi rigidi significhi avere necessariamente un problema articolare.

In realtà molto spesso osserviamo altro.

Può esserci:

  • una ridotta mobilità generale;
  • una respirazione poco efficace;
  • tensioni muscolari persistenti;
  • scarsa variabilità del movimento;
  • molte ore trascorse seduti durante la giornata precedente.

Il corpo tende ad adattarsi alle abitudini che ripetiamo ogni giorno.

Il movimento è come un linguaggio

Mi piace usare questo esempio.

Immagina di non parlare una lingua per molti anni.

Quando proverai a usarla di nuovo, all’inizio sarà meno fluida.

Con il movimento accade qualcosa di simile.

Più il corpo utilizza determinate articolazioni e determinati schemi motori, più li mantiene efficienti.

Quando invece alcuni movimenti vengono utilizzati poco, il corpo tende lentamente a “dimenticarli”.

La rigidità è spesso uno dei segnali di questa perdita di varietà.

Esercizio personalizzato per migliorare mobilità e qualità del movimento.
Esercizio personalizzato per migliorare mobilità e qualità del movimento.

Perché non basta fare qualche esercizio appena svegli

Molti cercano una routine di cinque minuti trovata online.

Può essere utile.

Ma non sempre è sufficiente.

Se la rigidità nasce da un modo di muoversi poco variato durante tutta la giornata, intervenire soltanto al mattino rischia di produrre benefici limitati.

Il movimento non è un momento isolato.

È qualcosa che accompagna tutta la giornata.

Cosa osserviamo quando una persona ci parla di rigidità

Quando una persona arriva nel nostro studio dicendo:

“Mi sento sempre rigido.”

La prima domanda non è:

“Dove ti fa male?”

Ma piuttosto:

“Come ti muovi durante la giornata?”

Cerchiamo di capire:

  • quanto tempo trascorre seduta;
  • come cammina;
  • come si piega;
  • come respira;
  • quali movimenti evita;
  • quali compensazioni utilizza.

Perché la rigidità raramente nasce da un solo punto del corpo.

Molto più spesso è il risultato di un insieme di abitudini e adattamenti.

Prima restituire movimento, poi pensare alla forza

Molte persone credono di avere bisogno soprattutto di rinforzare i muscoli.

A volte è così.

Molto spesso, però, il primo passo consiste nel restituire al corpo libertà di movimento.

Ridurre le tensioni eccessive.

Migliorare la mobilità.

Permettere alle articolazioni di lavorare con maggiore armonia.

Solo dopo, quando il sistema torna più equilibrato, il lavoro di forza diventa realmente efficace.

Persona che esegue un semplice movimento di mobilità con la guida di un chinesiologo.
Persona che esegue un semplice movimento di mobilità con la guida di un chinesiologo.

Il ruolo del Pilates

Anche in questo caso il Pilates non rappresenta una soluzione standard.

Quando viene inserito all’interno di un percorso personalizzato può aiutare a:

  • migliorare la mobilità articolare;
  • aumentare la consapevolezza del corpo;
  • ridurre le compensazioni;
  • migliorare il controllo del movimento.

L’obiettivo non è soltanto sentirsi meno rigidi al mattino.

È aiutare il corpo a muoversi meglio durante tutta la giornata.

La rigidità è un messaggio, non una condanna

Sentirsi rigidi non significa necessariamente che il corpo sia “consumato”.

Molto spesso è un messaggio.

Ci sta dicendo che qualcosa nel modo in cui ci muoviamo potrebbe essere migliorato.

Ed è proprio questo il punto da cui mi piace partire.

Non cercare un esercizio valido per tutti.

Ma capire perché quel corpo, in quel momento della sua storia, ha sviluppato quella sensazione di rigidità.

Perché solo comprendendo il movimento possiamo costruire un percorso davvero efficace.

E spesso il primo cambiamento non è soltanto sentirsi più sciolti.

È tornare ad avere fiducia nel proprio corpo.

Vuoi capire quale percorso è più adatto a te?

Rispondi a poche domande o richiedi un contatto: ti aiuteremo a scegliere il percorso più adatto a te.